“Voglio perdere peso, ma non voglio rinunciare a nulla!”.

Abbiamo perso il conto del numero di volte abbiamo sentito questa frase. Una frase che da vita a un circolo vizioso. Una frase spesso sbagliata e che crea confusione aprendo a scenari perfetti per fallimenti certi.

La Psico Neuro Linguistica spiega come il nostro cervello lavori per lo più con immagini e che quando un’immagine è molto forte, la negazione non viene presa in considerazione. Come il famoso esempio “non pensare a un elefante” ed ecco che improvvisamente il nostro cervello crea l’immagine di un pachiderma nella nostra testa. Questo è vero in molteplici aspetti della nostra vita: quando cerchiamo di smettere di fumare, quando non vogliamo pensare a una persona o quando appunto ci mettiamo a dieta. Ciò che vorremmo evitare, diventa il nostro pensiero fisso. Parlare al negativo al nostro cervello è controproducente.

Più continuiamo a pensare di voler dimagrire, immaginando un fallimento, e più rendiamo concreta questa possibilità nella nostra testa. I pensieri diventano parole e le parole si trasformano in azioni. Il circolo vizioso della bassa autostima si autoalimenta, lasciandoci senza difese, questo tipo di pensiero l’abbiamo creato noi stessi dopotutto. Tutto ciò crea una spinta emotiva troppo forte che da l’idea di non poter essere gestita o controllata. Trovare l’equilibrio è però possibile. Lo si può fare cercando di controllare la propria testa, spostando l’immagine mentale che tanto rende difficile perseguire l’obiettivo, ma se da soli risultasse impossibile, si può ricorrere all’aiuto di uno psicologo, prima o durante il cammino verso il nostro obiettivo. In entrambi i casi le seguenti azioni consigliate e da seguire sono:  

  • Capire il livello di motivazione
  • Mantenere alta in tutto il percorso la spinta motivazionale
  • Diventare più consapevoli della componente emotiva che scatta durante un percorso dimagrante
  • Rinforzare le capacità/strategie che si possiedono per far fronte ad una difficoltà
  • Vivere con serenità e consapevolezza la propria alimentazione e il proprio rapporto con il cibo

Il percorso terapeutico ha la doppia utilità di aiutare durante il percorso, ma anche evitare il conosciuto “effetto yo-yo” che s’innesca al termine di un percorso dietologico o al raggiungimento dell’obiettivo preventivato. Riprendere i chili persi può essere frustrante, portando la persona ad accumularne anche di più dello stato iniziale. Uno psicologo può aiutare a contrastare questo fenomeno prima che si trasformi in un circolo vizioso.