I disturbi dell’alimentazione come anoressia nervosa, bulimia nervosa o disturbo dell’alimentazione incontrollata, sono tra i più comuni e gravi disturbi della salute che affliggono oggi la popolazione dei paesi Occidentali, in particolare in età adolescenziale. 

Se non trattati precocemente ed in modo ottimale, questi disturbi possono provocare danni irreversibili a livello dello sviluppo psico-fisico, a causa di danni fisici, internistici, psicologici e sociali che possono portare anche alla morte. 

Attraverso la Terapia Cognitivo Comportamentale adattata ai disturbi dell’alimentazione (CBT-E) viene svolto un trattamento scientificamente efficace che coinvolge un’equipe multidisplinare non eclettica: medico, nutrizionista e psicologo i quali collaborano tra loro condividendo la medesima formazione CBT-E. 

La CBT si base su due assunti: 

– I meccanismi cognitivi sono coinvolti nel mantenimento della psicopatologia;

– il trattamento deve affrontare e scardinare questi meccanismi cognitivi di mantenimento;

Nel trattamento dei disturbi alimentari è necessario dunque essere seguiti da diversi professionisti che, pur condividendo lo stesso linguaggio e procedura CBT-E, si occuperanno dei diversi aspetti e meccanismi del disturbo alimentare. 

  • Il medico ha la responsabilità di monitorare la salute fisica, intervenendo per prevenire e limitare i danni fisici ed internistici conseguenti al disturbo alimentare; 
  • Il nutrizionista si occupa dell’alimentazione, analizzando ed educando al fine di conseguire un equilibrio, favorendo così il recupero o la perdita di peso e spiegando al contempo le strategie adatte al mantenimento;
  • Lo psicologo affronta i meccanismi cognitivi e psicologici che stanno alla base del disturbo alimentare e che agendo lo mantengono e rinforzano. Educa il paziente al riconoscimento e alla decostruzione, favorendo lo sviluppo e l’implementazione di strumenti funzionali alla gestione della propria psiche e personalità. 

L’unione di queste figure permette il conseguimento di un risultato duraturo nel tempo e quindi di un reale benessere per il paziente che impara a controllare e superare il disturbo alimentare.