Disturbi comportamento alimentare

Di fronte ai disturbi alimentari come anoressia e bulimia, lottare contro il cibo non è la strategia giusta. Il nostro staff ti aiuterà ad assumere comportamenti consapevoli verso l’alimentazione e il tuo corpo che non è un oggetto da controllare, ma una parte di te da riconoscere e rispettare nei suoi bisogni e desideri. Il Poliambulatorio Thuya, diretto dal Dott. Andrea Benedetto, medico nutrizionista di Brescia, ha una lunga esperienza nella cura della bulimia nervosa e dell’anoressia nervosa e propone la Terapia cognitivo-comportamentale potenziata (CBT-E), secondo il modello AIDAP.

La CBT-E è una terapia basata sull’evidenza scientifica, ed è considerata la più efficace per superare queste patologie. I dati disponibili indicano che il 75% dei pazienti che completa il trattamento ottiene una guarigione totale o un significativo miglioramento del disturbo. Nessuna terapia attualmente può produrre gli stessi dati. 

Durante il programma sono affrontati contemporaneamente sia i fattori di mantenimento comportamentali (dieta ferrea, vomito autoindotto, attività fisica eccessiva, abbuffate, ecc.), sia quelli psicologici (continui pensieri relativi a peso, forma del corpo e cibo), nonché al miglioramento della soddisfazione corporea. 

La CBT-E può essere applicata a diversi livelli di terapia, in base alla gravità clinica del paziente. Può essere  somministrata da uno o più terapeuti (medico, biologo nutrizionista o psicologo), esperti nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione. Il trattamento è di tipo ambulatoriale. 

Fondamentale e scrupolosamente garantito dal nostro poliambulatorio di Brescia è il sostegno psicologico e fisico per i pazienti che, attraverso i dietologi e psicologi, riescono a superare con maggior facilità le possibili battute d’arresto sul percorso verso il benessere.

La sensazione di parlare finalmente con chi capiva esattamente quel che dicevo, con chi non mi giudicava, è stata impagabile, mi ha fatto pensare che forse c’era una via d’uscita, complessa sì, ma c’era, e che non ero più sola”.
P.F.
Ex paziente Thuya